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19 Maggio 2025Quanto si guadagna con un coffee shop?


Aprire un coffee shop è il sogno di molti appassionati di caffè, ma la domanda più importante che ogni futuro imprenditore dovrebbe porsi è: quanto si guadagna con un coffee shop? O, per dirla in inglese, Do coffee shops profit?
Un business spesso meno redditizio di quanto si pensi
La verità è che, rispetto ad altri settori del commercio, un coffee shop è spesso meno profittevole. Raramente il ROI (Return on Investment) supera il 10-12%, mentre in settori come la ristorazione di medio-alto livello o il retail specializzato può arrivare anche oltre il 30%.
Questo significa che, anche se un coffee shop può avere un buon giro d’affari, alla fine dei conti quello che resta in tasca all’imprenditore è spesso una percentuale ridotta. Le motivazioni possono essere molteplici: margini contenuti sui prodotti, alti costi di gestione, stagionalità delle vendite e difficoltà nel fidelizzare la clientela.
Eppure, nonostante questo, molti decidono comunque di aprire un locale. Perché? Perché c’è passione. Passione per il caffè, per l’accoglienza, per creare un ambiente che rispecchi la propria personalità, i propri gusti estetici e i propri valori.
Un coffee shop non è solo un esercizio commerciale: è un luogo dove si costruisce comunità, dove si raccontano storie, dove si creano legami. Ed è proprio questa componente emotiva che spesso porta molte persone a investire in questo settore, anche se i margini economici sono più risicati.

Ma questa passione può sostenere anche un business? Vediamolo insieme.
Quanto possiamo aspettarci di guadagnare?
Per capirlo, immaginiamo una situazione standard in cui il nostro coffee shop ha un fatturato di 100. Vediamo insieme come si suddividono i costi, considerando un modello medio di locale.
Costi variabili: food cost
Il primo elemento da considerare è il food cost, ovvero il costo delle materie prime in rapporto al prezzo di vendita.
Esempio pratico:
Un cappuccino venduto a 2,00 euro ha un costo ingredienti di circa 0,30 euro (latte e caffè). In questo caso, il food cost è del 15%.
Il food cost dipende molto dal tipo di locale:
- Un locale gourmet con prezzi elevati tende ad avere un food cost più basso in proporzione, perché i margini sono più alti;
- Un coffee shop di volume, con prezzi contenuti, avrà un food cost più alto perché lavora su grandi numeri e margini più stretti.
In media, il food cost si aggira tra il 20% e il 35% del fatturato. Una gestione efficace del magazzino, l’acquisto intelligente delle materie prime e l’ottimizzazione delle ricette sono fondamentali per mantenere questo costo sotto controllo.
Costi semivariabili: il personale
Il costo del personale rappresenta una voce molto importante. Non è strettamente proporzionale al fatturato, perché dipende da turnazioni, flussi di clientela e scelte gestionali. Ad esempio, potremmo avere una giornata in cui ci aspettiamo molti clienti e chiamiamo un barista in più, ma poi piove e il locale rimane vuoto. O viceversa: una giornata tranquilla che improvvisamente si riempie di clienti, con il rischio di non riuscire a garantire un servizio adeguato.
In ogni caso, si tratta di un costo fondamentale e spesso difficile da comprimere, soprattutto in un locale che vuole offrire qualità nel servizio, accoglienza e velocità.
In media, il costo del personale varia dal 25% al 35% del fatturato. È possibile ottimizzarlo con una buona pianificazione dei turni, investendo nella formazione per aumentare la produttività e utilizzando tecnologie che riducano le attività ripetitive.

Costi fissi: affitti, utenze e altro
I costi fissi sono quelli che rimangono stabili, indipendentemente dall’afflusso di clienti. Tra questi troviamo:
- Affitto del locale, che può variare enormemente in base alla città e alla posizione;
- Corrente elettrica, acqua, gas;
- Licenze, assicurazioni, consulenze amministrative;
- Abbonamenti software per la gestione (cassa, magazzino, prenotazioni);
- Marketing di base.
In alcune aree, come i paesi mediorientali, è tipico trovare affitti molto alti ma bassi costi del personale. In Europa, spesso è il contrario: affitti più contenuti ma costi del lavoro elevati.
In media, i costi fissi rappresentano il 25-40% del fatturato. Una gestione attenta può aiutare a contenerli, ad esempio scegliendo location strategiche ma non necessariamente in centro città o investendo in attrezzature a basso consumo energetico.
E cosa rimane?
Facendo un rapido calcolo:
- Food cost: 30%
- Personale: 30%
- Costi fissi: 30%
Rimane un margine del 10%, da cui dobbiamo spesso detrarre gli investimenti iniziali, le manutenzioni straordinarie, i costi finanziari (rate di leasing, prestiti), le spese di marketing extra, gli imprevisti.
Un margine sottile, che in molti casi rende questo business più un progetto di passione che una scelta puramente economica. Ma con una posizione strategica, un prodotto eccezionale, una comunicazione efficace e una gestione consapevole, è possibile fare la differenza e costruire un’attività sostenibile e longeva.
Come aumentare gli incassi di un coffee shop specialty?
- Controllo dei costi: Ridurre gli sprechi, ottimizzare le scorte e formare il personale sull’importanza dell’efficienza operativa.
- Offerta differenziata: Proporre corsi di latte art o brewing, serate a tema, vendita di caffè in grani e merchandising personalizzato.
- Fidelizzazione: Creare un programma fedeltà digitale, promuovere contenuti coinvolgenti sui social e offrire un’esperienza coerente e memorabile.
- Marketing locale e online: Collaborazioni con attività vicine, visibilità su Google Maps e TripAdvisor, contenuti SEO sul sito web.
- Formazione e crescita del team: Un team preparato aumenta qualità, velocità, soddisfazione del cliente e quindi anche la redditività generale del locale.
Con queste strategie è possibile passare da un margine del 10% a uno più interessante, anche oltre il 20% in alcuni casi ben strutturati e con una clientela fidelizzata.

Come calcolare il food cost di un locale?
La formula base è semplice:
Food cost = (costo ingredienti / prezzo di vendita) x 100
Esempio: un caffè espresso costa 0,15€ in ingredienti e viene venduto a 1,50€.
Food cost = (0,15 / 1,50) x 100 = 10%
Tuttavia, ogni prodotto dovrebbe essere analizzato singolarmente, considerando anche:
- Scarti e rese (es. latte avanzato, fondi di caffè);
- Costo degli accessori (bicchieri take-away, palette, coperchi);
- Perdite e merce invenduta.
Un controllo costante del food cost permette di migliorare i margini e prendere decisioni più consapevoli sul menù e sulla gestione del magazzino.
Conclusione
Quindi, quanto si guadagna con un coffee shop? Spesso poco, a volte nulla. Ma con passione, strategia e una profonda comprensione dei numeri, è possibile creare un’attività sostenibile e soddisfacente, sia a livello personale che economico.
Gestire un coffee shop richiede consapevolezza, capacità di adattamento e tanto lavoro sul campo. Ma può diventare un progetto imprenditoriale ricco di soddisfazioni, non solo economiche ma anche umane.
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