
Espresso Academy x Catboat Coffee: costruire un progetto caffè insieme a Martha’s Vineyard (e oltre)
7 Maggio 2026Caffè e FIFA World Cup 2026: espresso, Specialty Coffee e calcio tra USA, Canada e Messico

L’Italia, patria dell’espresso, non sarà presente alla FIFA World Cup 2026.

Per un tifoso italiano è una frase difficile da digerire. L’Italia non è soltanto una nazionale di calcio: è quattro titoli mondiali, notti estive davanti alla televisione, partite viste al bar, caffè presi prima del fischio d’inizio, dopo cena o durante un intervallo vissuto con l’ansia tipica delle grandi sfide.
Eppure, anche se gli Azzurri non saranno in campo, la cultura italiana del caffè sarà comunque presente al Mondiale. Ci sarà negli hotel, negli aeroporti, nei bar degli stadi, nelle fan zone, nei ristoranti italiani, nelle caffetterie Specialty, nei cold brew, negli espresso tonic, negli shakerati, nei cappuccini e nei coffee mocktail serviti tra Stati Uniti, Canada e Messico.
La FIFA World Cup 2026 sarà uno degli eventi sportivi e turistici più grandi al mondo: il primo Mondiale maschile organizzato da tre Paesi, il primo con 48 squadre e un viaggio continentale attraverso 16 città ospitanti del Nord America. Per informazioni ufficiali su calendario, sedi e format del torneo è possibile consultare la pagina Official FIFA World Cup 2026 information.
Per gli appassionati di calcio sarà un mese di emozioni, rivalità, viaggi, partite e storie. Per baristi, torrefattori e coffee shop owner sarà anche un’occasione interessante per osservare come il caffè sappia adattarsi a città, climi, abitudini e culture molto diverse.
Gli Stati Uniti sono uno dei mercati più influenti al mondo per Specialty Coffee, cold brew, bevande fredde, drink da asporto e innovazione nel mondo beverage. Il Canada ha una fortissima abitudine quotidiana al consumo di caffè, con città multiculturali dove convivono espresso italiano, filtro nordamericano e caffetterie di terza onda. Il Messico, infine, è insieme Paese ospitante e Paese produttore di caffè, con regioni come Chiapas, Oaxaca, Veracruz e Puebla profondamente legate alla coltivazione dell’Arabica.
Il Mondiale 2026, quindi, non sarà soltanto un torneo tra USA, Canada e Messico. Sarà anche un viaggio nella cultura globale del caffè.
Le città del Mondiale 2026 e la cultura del caffè
La FIFA World Cup 2026 si giocherà in 16 città ospitanti distribuite in tre Paesi. Dal punto di vista calcistico è una mappa enorme; dal punto di vista del caffè è un mosaico di abitudini, stili di servizio e identità locali.
Negli Stati Uniti si giocherà ad Atlanta, Boston, Dallas, Houston, Kansas City, Los Angeles, Miami, New York/New Jersey, Philadelphia, San Francisco Bay Area e Seattle. È la parte più ampia del torneo e anche la più varia dal punto di vista caffeicolo.

Seattle richiama immediatamente la crescita della cultura del caffè americana e l’evoluzione dello Specialty Coffee nel Pacific Northwest. Los Angeles collega il caffè al lifestyle, alle bevande fredde, ai latti vegetali e alla comunicazione social. La San Francisco Bay Area porta con sé precisione, tecnologia e cultura del brewing. New York/New Jersey, dove si giocherà la finale, rappresenta una sintesi di culture gastronomiche, bar italiani, roastery moderne e altissimi volumi di servizio. Miami aggiunge l’anima latina del caffè: cafecito, cortadito, bevande fredde tropicali e una forte cultura del caffè come momento sociale. Città come Dallas, Houston, Atlanta e Kansas City ricordano invece quanto siano importanti velocità, organizzazione e costanza quando si lavora in contesti ad alto flusso.
In Canada si giocherà a Toronto e Vancouver. Toronto è una delle città più multiculturali al mondo: qui convivono espresso italiano, caffè portoghesi, caffè mediorientale, filtro nordamericano, torrefazioni Specialty e tendenze globali. Vancouver ha invece un’identità più “West Coast”: design, qualità della vita, natura, sostenibilità e una scena Specialty molto pulita e moderna. Per un menu ispirato al Canada, si possono immaginare maple cold latte, caffè filtro eleganti, bevande con latti vegetali e cold brew stagionali.
In Messico si giocherà a Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. Qui il discorso diventa ancora più interessante, perché il Messico non è solo un Paese ospitante, ma anche un’origine di produzione. Città del Messico, che ospiterà la partita inaugurale, unisce passione calcistica, café de olla, monorigini messicane, torrefazioni Specialty e gastronomia contemporanea. Guadalajara porta con sé tradizione e identità regionale, mentre Monterrey rappresenta una città più moderna, industriale e orientata al business, dove l’efficienza del servizio diventa fondamentale.
Per chi lavora nel mondo del caffè, la lezione è chiara: il caffè è globale, ma il servizio deve essere locale. Un menu pensato per Città del Messico non può essere identico a uno pensato per Miami, Seattle, Toronto o Los Angeles.
Perché il caffè conta durante un Mondiale
Un Mondiale cambia il ritmo di una città. Le persone si svegliano prima, dormono meno, viaggiano di più, camminano, fanno code, si incontrano con gli amici, seguono partite in gruppo e cercano piccoli rituali capaci di farle sentire dentro l’evento.
Il caffè è uno di questi rituali.
Durante un torneo come la FIFA World Cup, il caffè diventa la bevanda del mattino dopo una partita vista tardi, il rito pre-gara prima di andare allo stadio, l’energia per giornalisti, volontari, staff, turisti e tifosi, ma anche un momento sociale in bar, hotel e fan zone. Per una caffetteria, un Mondiale è anche un’opportunità di menu. Un normale espresso tonic può diventare un “Final Match Espresso Tonic”. Un cold brew agli agrumi può diventare un “Kick-Off Cold Brew”. Un café de olla freddo può diventare un omaggio al Messico. Un maple cold latte può richiamare il Canada. Uno shakerato può portare un tocco italiano anche in un Mondiale senza Italia.

Questa è narrazione applicata al beverage.
Nel corso Modern Bartending & Specialty Coffee Drinks Course di Espresso Academy, questo approccio è centrale: usare il caffè non solo come bevanda tradizionale, ma come ingrediente per signature drink, coffee mocktail, cold brew, sparkling coffee e menu moderni da caffetteria.
Specialty Coffee, cold brew e controllo tecnico
Gli Stati Uniti ospiteranno la maggior parte delle partite e sono uno dei Paesi più importanti al mondo per le tendenze contemporanee del caffè. Il mercato americano comprende grandi catene, torrefazioni indipendenti, espresso bar italiani, caffetterie Specialty di alto livello, cold brew, nitro coffee, ready-to-drink e bevande sperimentali.
Secondo il 2026 National Coffee Data Trends Specialty Coffee Report by SCA and NCA, il consumo di Specialty Coffee negli Stati Uniti rimane molto forte, confermando l’interesse crescente dei consumatori per qualità, varietà, gusto ed esperienza.
Durante il Mondiale, molti tifosi internazionali non cercheranno semplicemente “un caffè”. Cercheranno una roastery locale, un cold brew ben preparato, un espresso tonic, un cappuccino con latte d’avena, un batch brew o una bevanda fredda visivamente interessante da bere prima della partita.
Ma la creatività, da sola, non basta.
Un cold brew può risultare piatto se la macinatura non è corretta. Un espresso tonic può diventare amaro se l’estrazione non è bilanciata. Un cappuccino freddo può sembrare pesante se l’espresso è sovraestratto o se il profilo di tostatura non è adatto. Un caffè filtro può perdere chiarezza se l’acqua non ha la composizione minerale corretta.

Sono tutti temi affrontati nel Coffee Brewing Course di Espresso Academy, dove gli studenti lavorano con V60, Chemex, French press, AeroPress, cold brew e altri metodi di estrazione. Espresso Academy ha approfondito anche il ruolo dell’acqua nell’articolo L’impatto dei diversi minerali dell’acqua nell’estrazione del caffè , perché l’acqua è una delle variabili più importanti per la qualità in tazza.
Una città mondiale ricorda a ogni barista che la qualità del caffè non dipende solo da ciò che arriva nella tazzina. Dipende anche da ciò che accade dietro al banco: organizzazione, pulizia, ricette, workflow, macinatura, tempi di servizio e costanza.
Il corso di caffetteria base di Espresso Academy nasce proprio per costruire queste basi: estrazione dell’espresso, regolazione del macinacaffè, montatura del latte, pulizia, flusso di lavoro e consapevolezza professionale.
Paesi produttori di caffè e storie di calcio
Uno dei modi più interessanti per leggere la FIFA World Cup 2026 è attraverso la geografia del caffè.
Il Brasile è il ponte più immediato tra calcio e caffè. È una delle nazionali più importanti della storia del calcio ed è anche il più grande produttore di caffè al mondo. Il caffè brasiliano è fondamentale per molte miscele espresso grazie a dolcezza, corpo, note di cioccolato, frutta secca e tradizione nei processi naturali.
La Colombia è un altro protagonista naturale. Il caffè colombiano è una delle origini più riconosciute al mondo, soprattutto per Arabica lavati, coltivazioni in quota e grande diversità regionale. Una bevanda ispirata alla Colombia potrebbe essere un V60, un batch brew o un iced filter pensato per evidenziare dolcezza e pulizia aromatica.

Il Messico merita un posto speciale perché è allo stesso tempo Paese ospitante e origine di produzione. Una partita del Messico può diventare l’occasione perfetta per servire monorigini messicani, raccontare regioni come Chiapas, Oaxaca e Veracruz, oppure proporre una bevanda moderna ispirata al café de olla.
Anche la Turchia merita una menzione particolare, perché il caffè turco è una delle tradizioni più iconiche al mondo. Preparato nel cezve o ibrik, con caffè macinato finissimo e una lenta estrazione che crea una tazza densa, intensa e aromatica, il caffè turco è molto più di un metodo di preparazione: è un rito sociale, legato all’ospitalità, alla conversazione e alla vita familiare.
In chiave Mondiale, la Turchia può offrire una splendida opportunità narrativa. Una caffetteria potrebbe proporre una piccola degustazione di caffè turco durante una partita della nazionale turca, spiegare la differenza tra espresso e cezve, oppure creare una ricetta moderna ispirata ai suoi aromi, utilizzando spezie come cardamomo, cacao, cannella o scorza d’arancia.
L’Argentina, campione in carica, è una delle nazionali più emotive del torneo. È più associata al mate che al caffè, ma Buenos Aires e altri centri urbani hanno una forte cultura del caffè, influenzata dall’Europa, dai caffè storici e dalla socialità urbana. Per un menu da Mondiale, l’Argentina può ispirare drink con dulce de leche, cioccolato ed espresso.
Francia, Spagna, Inghilterra e Portogallo non sono grandi Paesi produttori di caffè, ma sono culture del caffè importantissime. La Francia ha i suoi caffè storici e una rara connessione produttiva con l’isola di Réunion e il Bourbon Pointu. La Spagna ha café solo, cortado e café con leche, oltre a una piccola produzione nelle Canarie. Il Portogallo ha la bica, un caffè corto in stile espresso profondamente radicato nella vita quotidiana. L’Inghilterra, storicamente più legata al tè, è diventata negli ultimi anni uno dei mercati Specialty più dinamici d’Europa, soprattutto a Londra.
Paesi produttori di caffè presenti alla FIFA World Cup 2026
Diverse nazionali del Mondiale sono collegate anche alla produzione di caffè, come grandi origini, Paesi emergenti o micro-produzioni curiose.
| Paese | Rilevanza nel caffè | Possibile racconto da Mondiale |
| Brasile | Primo produttore mondiale di caffè | Ideale per espresso, cold brew e bevande al latte con note di cioccolato e frutta secca. |
| Colombia | Origine Arabica iconica | Perfetta per caffè filtro, storytelling sulle regioni e degustazioni comparative. |
| Messico | Paese ospitante e produttore | Connette calcio, café de olla, Chiapas, Oaxaca e Specialty Coffee. |
| Costa d’Avorio | Storico produttore di Robusta | Utile per parlare di Robusta e qualità del caffè africano. |
| Repubblica Democratica del Congo | Origine africana con potenziale Specialty | Interessante per Arabica del Kivu e progetti di piccoli produttori. |
| Panama | Piccolo produttore con enorme reputazione Specialty | Celebre per Geisha/Gesha di Boquete e Chiriquí. |
| Ecuador | Produzione di Arabica e Robusta | Racconto legato a biodiversità, altitudine e caffè emergenti. |
| Arabia Saudita | Coltivazione storica del caffè Khawlani | Forte legame tra caffè, ospitalità e patrimonio culturale. |
| Stati Uniti | Produzione alle Hawaii e a Porto Rico | Kona, Kauai e caffè portoricani aggiungono una storia d’origine. |
| Australia | Piccola produzione di Arabica | Famosa per la cultura del bar, ma anche piccola origine produttiva. |
| Argentina | Micro-produzioni sperimentali | Curiosità legata ad aree subtropicali del nord. |
| Spagna | Piccola produzione nelle Canarie | Il caffè di Agaete è una rara storia europea. |
| Francia | Réunion e Bourbon Pointu | Connessione rara ed elegante con una micro-origine storica. |
| Giappone | Produzione molto limitata, soprattutto a Okinawa | Paese noto per precisione nel brewing e piccole aziende locali. |
| Portogallo | Piccole curiosità nelle Azzorre | Più cultura del bar che produzione, ma con alcune storie agricole minori. |
Per una caffetteria, questa lista è molto utile. Un menu da Mondiale non deve basarsi solo su bandiere e colori. Può partire dalle origini, dalle tradizioni di estrazione e dalle culture del bar.
Un Brasile-Colombia può diventare una degustazione comparativa di caffè filtro. Una partita del Messico può ispirare un café de olla freddo. Una partita di Panama può essere il momento giusto per raccontare il Geisha. Una partita della Turchia può trasformarsi in una piccola esperienza culturale con caffè preparato nel cezve. In questo modo il calcio diventa una porta d’ingresso per parlare di caffè.
Ricette al caffè ispirate al Mondiale
Un grande evento sportivo è l’occasione perfetta per creare drink in edizione limitata. Una buona bevanda da match day dovrebbe essere veloce da preparare, facile da spiegare, visivamente chiara, bilanciata, adatta all’estate e collegata a una città, a una nazionale o a un momento del torneo.
Per altre idee, Espresso Academy ha già pubblicato una guida alle Summer Coffee Recipes e un articolo dedicato a Cold Brew vs Iced Coffee.
Mexico City Kick-Off Café de Olla Cold Brew
Preparare un cold brew con un caffè messicano, idealmente da Chiapas, Oaxaca o Veracruz. Servirlo con ghiaccio, sciroppo di piloncillo o zucchero di canna, cannella, scorza d’arancia e acqua fredda o acqua frizzante. L’obiettivo non è copiare esattamente il café de olla tradizionale, ma trasformarne il ricordo in una bevanda fresca, estiva e adatta a un menu da Mondiale.
New York Final Espresso Tonic
Costruire una bevanda sparkling con acqua tonica, ghiaccio, doppio espresso e scorza di agrume. Un Etiopia lavato, un Kenya, un Colombia o un Centro America possono portare note floreali e agrumate. Una miscela espresso con base Brasile, invece, darà un profilo più morbido, rotondo e cioccolatoso.

Miami Cafecito Shakerato
Shakerare un doppio espresso con sciroppo demerara e ghiaccio. Per una versione più tropicale, aggiungere una piccola parte di acqua di cocco e guarnire con scorza di lime.
È una bevanda che unisce la tecnica italiana dello shakerato alla dolcezza latina e all’energia di Miami.
Canada Maple Cold Latte
Unire espresso, latte freddo o bevanda vegetale, ghiaccio e sciroppo d’acero. Un pizzico di sale può aiutare a bilanciare la dolcezza e rendere il drink più elegante. Funziona bene con caffè brasiliani, colombiani o miscele espresso a tostatura media.
Brazil vs Colombia Origin Brew
Servire due piccoli caffè filtro affiancati: un Brasile naturale con corpo, cioccolato e frutta secca, e un Colombia lavato o sperimentale con più acidità, frutta e dolcezza. Non è solo una bevanda: è una piccola esperienza didattica da banco.
Turkish Coffee Half-Time Ritual

Preparare il caffè turco nel cezve o ibrik, utilizzando caffè macinato finissimo e acqua, con zucchero se desiderato. Servirlo in una tazzina piccola e lasciare depositare il fondo. Non è una bevanda da takeaway veloce, ma un rito legato all’ospitalità e alla tradizione.
World Cup Cold Brew Spritz
Creare un coffee mocktail analcolico con cold brew, acqua frizzante, succo d’arancia, succo di limone, sciroppo semplice e ghiaccio.
È fresco, facile da preparare in quantità e adatto a terrazze, fan zone e menu estivi.
Per imparare a progettare questo tipo di bevande in modo professionale, dall’equilibrio degli ingredienti al workflow di preparazione, il corso Modern Bartending & Specialty Coffee Drinks Course è pensato proprio per questa nuova generazione di drink a base caffè.
Cosa può imparare una caffetteria dal Mondiale 2026
La FIFA World Cup 2026 offre diverse lezioni utili per chi lavora nel mondo del caffè. La prima è che il caffè è globale, ma le abitudini restano locali. Un tifoso colombiano, canadese, giapponese o portoghese può bere caffè ogni giorno, ma probabilmente non si aspetta la stessa bevanda, lo stesso servizio o lo stesso rituale.
La seconda è che il caffè freddo non è più una proposta secondaria. Il torneo si giocherà in estate e toccherà città calde come Miami, Los Angeles, Dallas, Houston, Monterrey e Città del Messico. Cold brew, espresso tonic, iced latte e coffee mocktail possono diventare prodotti strategici.
La terza è che il racconto dell’origine può diventare emozionale. Brasile, Colombia, Messico, Panama, Ecuador, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo e altri Paesi produttori possono essere collegati alle storie calcistiche delle rispettive nazionali.
La quarta è che le tradizioni di estrazione sono strumenti narrativi potentissimi. Caffè turco, bica portoghese, cortado spagnolo, espresso italiano e cold brew americano raccontano cultura almeno quanto un monorigine Specialty.
La quinta è che la formazione del barista fa la differenza. Nei momenti di alto flusso, solo un team preparato riesce a mantenere qualità, velocità e costanza. Un buon servizio caffè non si improvvisa: nasce da tecnica, organizzazione e comprensione del prodotto.

Espresso Academy: imparare le competenze dietro la cultura mondiale del caffè
A Espresso Academy, a Firenze, formiamo studenti da tutto il mondo su espresso, brewing, tostatura, latte art, assaggio, sostenibilità, gestione della caffetteria e drink moderni a base caffè.
Se la FIFA World Cup 2026 ci insegna qualcosa, è che il caffè non appartiene più a una sola tradizione.
Il caffè è espresso italiano. È café de olla messicano. È cold brew americano. È rito quotidiano canadese. È origine brasiliana. È filtro colombiano. È Geisha panamense. È patrimonio Khawlani saudita. È caffè turco preparato nel cezve o ibrik.
Per capire professionalmente questo mondo non basta la passione. Serve metodo.




